Innalziamo mura elevate, noi due
che abbiamo eretto un castello di sabbia
e un’onda ce l’ha quasi trascinato via,
che abbiamo eretto un castello di carte
e un soffio di vento l’ha quasi spazzato via.
Allora ci edifichiamo un castello di mattoni, noi due.

Scaviamo un fossato profondo, noi due
che abbiamo trasformato le braccia in ponti levatoi
aprendoli come fosse la porta del nostro rifugio personale,
come se fosse la difesa per le nostre anime sotto assedio.
Allora ci rinchiudiamo dentro, noi due.

Siamo l’alleato e il nemico, noi due
che ci proteggiamo come scudi ma ferisce l’urto,
che ci danneggiamo come cannoni carichi ma ne perdiamo il controllo
e per qualche istante causiamo crepe al nostro castello.
Allora ci aggiustiamo con attenzione, noi due.

Siamo la resistenza e la resa, noi due
che resistiamo come un patto d’alleanza per tenerci
che firmiamo la resa come un urlo disperato per non perderci
come se le nostre battaglie quotidiane servissero ad aprirci gli occhi.
Allora ci arrendiamo, noi due.

Firmiamo senza dubbi la tregua
per porre fine a questa guerra di resistenza,
perché silenziosamente vorrei stare con te.
Lasciamo cadere a terra le armi
per cessare questo fuoco e goderci la pace,
silenziosamente vorrei che tu stessi con me.


Elisa.

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