Taciturna navigherò dalla parte opposta.


La nostalgia mi sta tenendo ancorata a questo dolore,

vorrei lasciare la presa e guardare scendere sul fondo

di quest’oceano di lacrime

il ricordo di birre e sorrisi fra il fumo di sigarette,

attimi di tenerezza e la tua pelle a contatto con la mia,

nottate a bere vino rosso fino ad avere labbra scure

e consumarcele a forza di baci fino al mattino;

le tue braccia strette al mio corpo e il tuo raro e ingenuo sonno

nel quale ti lasciavi cullare quando ti nascondevi sotto le mie lenzuola.

Raccoglierò ogni pezzo stracciato di una mappa sbiadita

e la decifrerò per ritrovare la via di casa,

forse mangerò meno e fumerò di più durante questo viaggio;

ogni tanto mi distruggerò le nocche per i rimpianti,

i miei occhi potrebbero arrugginirsi e potrei abbandonare

il colore dei miei occhi in questo mare

inquinato dal veleno sparso a causa di questa nostra perdita.

Ma rimarrò al timone e guarderò in alto,

provando a non pensare alla nave d’amore

che abbiamo lasciato affondare.

Salirò su un’altra imbarcazione e taciturna

navigherò dalla parte opposta alla tua.


Elisa.


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